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programma del convegno 2013

 

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  • 1 Sala del Convegno 2012
    foto nella sala durante le presentazioni
  • 6 Sessione Poster 2012
    ... al Forum di Bressanone...
  • 2 Sede del Convegno 2012
    davanti alla segreteria nella Casa della Gioventu' - Universita'  di Padova -
  • 3 Serata Conviviale 2012
    ... al castello di Velturno...
  • 4 Serata Conviviale 2012
    tutti in pista!
  • 7 Bressanone 2012
    piazza del Duomo
  • 5 Bressanone 2012
    campanili del Duomo
  • 8 Poster 2012


Il convegno promosso da Scienza e Beni Culturali intende riprendere,
a 15 anni dal 1996 in cui si tenne l’incontro dedicato a “Dal sito
archeologico all’archeologia del costruito”, i temi relativi alle varie
problematiche delle aree archeologiche, alla luce delle nuove e più
ampie esigenze anche in funzione degli intendimenti espressi dal
Codice dei Beni Culturali.
La conservazione e la protezione del patrimonio archeologico operano
infatti nel contesto-paesaggio, da rispettare con una conciliazione
riscontrata degli interessi di entrambi.
In particolare i nodi focali che si vogliono affrontare sono dettati dalla
necessità da un lato di attivare percorsi conservativi che tengano conto
delle innovazioni (tanto tecnologiche quanto di metodo) e, dall’altro, di
indagare sulle relazioni che inevitabilmente si instaurano fra gli aspetti conservativi e quelli
legati alla valorizzazione, nonchè al contrasto che talvolta ne deriva.
La complessità ed articolazione dei siti archeologici richiedono una attenzione nella
progettazione degli interventi che, travalicando gli aspetti concernenti le diversità di
materiali, epoche, tecnologie presenti ed interventi pregressi, tenga sempre più conto di
fattori propri alla gestione e fruizione come l’impatto antropico, la vulnerabilità e la
sostenibilità.
In tal senso lo studio dello stato di conservazione ma soprattutto dei
possibili processi di degrado fin dalla fase post-scavo e più in generale
in quella della fruizione successiva, sono passaggi obbligati per pensare e progettare
il futuro dei siti archeologici.
A titolo puramente esemplificativo, nell’ambito della prevenzione, basti pensare ai
sistemi e presidi per la protezione delle aree esposte: sarà solo la realizzazione di
strutture di copertura -più o meno innovative- l’unica soluzione? Ed ancora quali
sono i rapporti anche in termini di compatibilità fra strutture antiche, interventi
pregressi e materiali e tecnologie nuove?
E’ evidente infatti che solo una adeguata progettazione a tutto campo, che consideri
in maniera pluridisciplinare le varie tematiche e necessità, possa
costituire l’imprescindibile primo anello di un sistema integrato di
valorizzazione.
Progettazione che, nel settore delle aree archeologiche più che in altri
manufatti, dovrà prendere in considerazione attività successive tese
alla manutenzione dei singoli manufatti e dei siti nel loro insieme in un
ottica di sostenibilità anche economica del binomio conservazionefruizione.
Sottolineando che si intende non porre alcun vincolo di ordine
temporale, arrivando perciò fino alla archeologia industriale, si
ritiene che le tematiche di maggiore interesse potrebbero essere:
• Riflessioni teoriche sulle relazioni fra conservazione, fruizione e
valorizzazione
• Studi ed indagini sul degrado dei materiali originari
• Comportamento di materiali, prodotti e tecniche utilizzate nei
precedenti restauri
• Fruizione ed azioni antropiche
• Interazione con l’ambiente e cambiamenti climatici
• Situazioni particolari: ambienti ipogei, archeologia subacquea, ecc..
• Approcci innovativi (materiali, tecniche di indagine, tecnologie)
• Compatibilità delle metodologie e dei materiali (vecchi / nuovi)
• Operatività ed interventi
• Rapporto tra nuovi scavi e tutela del già scavato
• Verifiche e controlli sugli interventi
• Sviluppo di indicatori specifici per valutare le cinetiche di degrado
• Progetti di prevenzione e piani di manutenzione